Hippolitus [Ippolito] Gambuccius [Gamboccio] {Piu V-Clement VIII}
Alto; Gubbio; admitted 3 February 1571; mandati : April-October 1571; DS lists of June 1577 and July 1578; mandati : January 1580-November 1586; DS lists of 1587-1590; on 2 February 1596, after 25 years of service, he asked to become giubilato, and the request was granted; died in Rome on 3 August 1601 [VatS 615, p. 179]; camerlengo , 1588; maestro di cappella , 1589.
Gamboccio entered the choir under curious circumstances related at length in Giovanni Antonio Merlo 's Diary. He was one of three singers (the other two were Tomasso Gomez and Francesco Adriano) who, after their auditions, had failed to receive the required two-thirds plus one majority of votes, yet were admitted into the choir anyway by executive fiat by the maestro di cappella in February 1571. The singers refused to stand for this flouting of their rights and lobbied the Pope, who ordered that all three singers be dismissed (Gomez, as it turns out, was already a member of the chapel as cappellanus missarum). Gamboccio protested this, claiming that he had gotten exactly two-thirds of the vote (12 out of 18) and would have had the required majority if Paulo Albo , who had heard the audition, had been present at the vote ( Albo had even given him a proxy vote). Although Merlo leaves the matter undecided, Gamboccio's arguments prevailed, and he continued as a member of the choir. Although it was judged in 1573 that Gamboccio did not have a very good voice ("Questo fa contralto et è entrato secundo la forma delle constitutioni del colleggio, ma in mezo non ha molto buona voce et più presto disona che altrimenti." Doc. 1.15), he remained in the choir until his death, eventually being elected to positions of trust.
DOCUMENTS
DS 9
88v: entry dated 3 February 1571
Fuit admissus in cantorem D. Ipolitus Gambotius.
mandati 923
163v: entry dated 9 February 1571
Tribus cantoribus S. S.tis noviter admissis d. 27
Simili modo solvas d.nis Hipolito Gambocci de Eugubio, Thomasso Gomez, et Franc.o Adriano de Sancta Severina cantoribus noviter admissis in capella S. S.tis prout constat in quandam cedulam R. p. d. Josephum Panfilium Episcopum Signinum magistrum capelle nostro not. directam et transmissam ducatos vigintiseptem ad rationem decem iuliorum et totidem quatrenorum pro quolibet ducato pro eorum et cuiuslibet ipsorum presentis mensis februarii ordinaria provisione.
VatS 651[Diary of Giovanni Antonio Merlo]
27r-27v [SHERR (1985), pp. 120-121]
Nel 1571, al tempo de Monsignor sacrista et nostro mastro de chappella chiamato Giuseppe [Pamphili], occurse un caso de molto consideratione et fu questo: venend'occhasione de ricever cantori per la nostra chapella, il nostro mastro ne propose tre cantori, uno chiamato Messer Ippolito et l'altro Messer Tomasso et l'altro Messer Francesco. Venimmo al scrutinio: il primo ebbe voti 12, il secondo 7 et l’altro nove, et noi eravamo cantori dicidotto al votare, de maniera che hiuno de questi ebb'il compimento intiero delli voti secondi i nostri statuti, attal che tutti tre furno esclusi. Mentre de meno, il sopradetto nostro mastro, con l'aiuto del Reverendissimo Chardinale Morone nostro protectore, con esponergli alcuna cosa contra de noi, ottenne de poter'ammetter li detti cantori, ancora che fusse contro gli nostri statuti, et un sabbato matina dette la cotta a tutti tre senz'il voler nostro.
Subbito ricorremmo da Nostro Signore conun memoriale narrandogli com'il fatto era passato, dicendogli che Sua Santità era gabbato et che nui, avendogli giurato fideltà, non potevamo mancare far'il debbito nostro in fargliele intendere; però Sua Santità era padrone, facessi quello che a lei piacesse. Et anco ricorremo da Monsignore Carniglia come sopraindtendente della casa de Sua Santità, pregandolo fussi contento farne una parola con Sua Santità. Il qual Monsignore ne parlò al papa et, intendendo che non erano entrati secondo l'ordini nostri, dette commissione si dovessero mandar con Dio. Et detti tre cantori sevirno con la cotta un mese intiero, etiam in una messa papale, et in capo de un mese furno licentiati tutti tre dal sopradetto mastro, cosa che credo veramenet non sia occursa in molt'anni.
Questo lo dico acciò che voi che verrete dopo de noi vi ricordiate de mantener queste nostre constitutioni et far come avemo fatto boi altri per servitio de quelli che verranno dopo noi, si com'ànno fatto i nostri passati per noi.
De poi passati giorni 15 in circa, ritornammo a pigliar'un contralto de questi che furno espulsi chiamato Messer Ippolito, per causa che Monsignore nostro mastro de chappella ne propose che questo Messer Ippolito era ricorso da Sua Santità dolendosi che, avendo avute le doi parte delli voti et non manchandonegli se non uno, pregava Sua Santità li volessi far gratia insieme con la compagnia admetterlo, tanto più quanto essendo un delli nostri cantori amalato chiamato Don Paulo Biancho et per causa del'infirmità non si puotte trovar'il giorno del scrutinio, ma ben si trovò il giorno che detti cantori furno provati, et avendolo sentito et satisfattogli, gli mandò il suo voto in scriptis, et fu dato in mano del mastro de chappella, attal che ne parse admetterlo per tutti questi rispetti, ancora che fu contrastato molto sopra questo voto che fua mandato così in scriptis per rispetto che chi voleva che fusse valido, et chi no; però la cosa non fu decisa per non esser'occurs'altre volte, ma restò inpendente, tempore Pii Quinti 1571, mense februarii.
DS 21
12r: entry dated 2 February 1596 [FREY, p. 144]
Finita la Messa il R. don Ipolito Gambotio, convocati tutti li Rev.di SS.ri cantori, espose che questa matina finiva li 25 anni del suo servitio cotidiano, et che con bona gratia de tutti voleva godere il privileggio, si come godeno tutti li altri, li quali hanno servito il sopradetto tempo. Li fu risposto da tutti quanto il S.or Iddio li desse gratia da poter godere questo privilegio quanto desiderava, et esso, replicando alli signori cantori, disse voler pregare nelle sue orationi il S.or Iddio che dia sanità et vita a tutti quamnti, acciò che possano godere medesimamente l’istesso privileggio. Amen.
BIBLIOGRAPHY: CELANI, p. 757; SHERR, Richard. "From the Diary of a 16th-Century Papal Singer." Current Musicology 25 (1978): 83-98; SHERR, Richard. "The Diary of the Papal Singer Giovanni Antonio Merlo." Analecta Musicologica 23 (1985): 75-128; FREY, Hermann-Walther. "Das Diarium der Sixtinischen Sängerkapelle in Rom für das Jahr 1596 (Nr. 21)." Analecta Musicologica 23 (1985): 129-204; SHERR, "Competence and Incompetence."